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Finance, Business and Natural Capital: a Roma il confronto internazionale su biodiversità, imprese e finanza

di Riccardo Pallotta

Si è svolta il 17 settembre scorso, presso l’Associazione Civita di Roma, la conferenza internazionale “Finance, Business and Natural Capital – Integrating Biodiversity into Economic Strategies for a Nature-Positive Transition”, organizzata dal Nature Positive Network, iniziativa della Fondazione per lo sviluppo sostenibile e dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, in collaborazione con l’Ambasciata dei Paesi Bassi in Italia e con la media partnership di Materia Rinnovabile.

L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo della ricerca, della finanza e delle imprese italiane e internazionali per affrontare una questione sempre più centrale: come integrare la biodiversità e il capitale naturale nelle decisioni economiche e finanziarie. Un confronto che ha messo in relazione politiche europee, strategie aziendali, strumenti finanziari ed esperienze concrete, con l’obiettivo di accelerare la transizione verso modelli economici capaci di ridurre le pressioni sulla natura e contribuire al suo ripristino. La mattinata ha approfondito il quadro europeo e internazionale della transizione Nature Positive, con interventi istituzionali e contributi di esperti dedicati al rapporto tra attività economiche, biodiversità e capitale naturale. Al centro del confronto temi come la necessità di misurare le dipendenze e gli impatti delle imprese sulla natura, l’evoluzione degli strumenti a disposizione del settore privato e il ruolo della finanza nel sostenere gli investimenti necessari alla transizione.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al rapporto tra biodiversità e competitività. Ecosistemi in buono stato di conservazione, disponibilità di acqua, suoli fertili e servizi ecosistemici rappresentano infatti condizioni essenziali per numerose attività produttive. L’integrazione della natura nelle strategie aziendali è stata quindi affrontata come un tema di gestione del rischio, resilienza e creazione di valore nel lungo periodo. La dimensione internazionale del confronto è stata rafforzata dalla partecipazione di esperti e rappresentanti italiani e olandesi. L’Ambasciata dei Paesi Bassi ha sottolineato proprio l’importanza del dialogo e della collaborazione tra i due Paesi, interessati da alcune sfide comuni, quali la gestione dell’acqua e la transizione del settore agroalimentare.

Dagli strumenti alle esperienze concrete

Nel pomeriggio il programma ha spostato il focus dalle strategie alle esperienze già sviluppate da imprese e istituzioni finanziarie. Dopo la proiezione di un estratto del documentario Becoming Nature Positive e il confronto con Marco Lambertini, Convener della Nature Positive Initiative, sono stati presentati diversi case studies italiani e olandesi, mostrando come il rapporto con il capitale naturale possa realmente tradursi in interventi concreti. Le esperienze hanno riguardato, tra gli altri ambiti, la transizione nature positive della filiera, l’agricoltura, l’applicazione di NbS per la gestione dell’acqua e il ruolo degli investimenti nel sostenere processi di trasformazione delle attività produttive. Il confronto ha permesso così di passare dal tema del perché è necessaria una transizione Nature Positive a quello delle soluzioni già disponibili per realizzarla.

Due Working Group per trasformare il confronto in proposte operative

La conferenza si è conclusa con una sessione partecipativa articolata in due Working Group, pensati per trasformare le riflessioni emerse durante la giornata in indicazioni concrete. Il primo, “Measuring, managing and financing the transition to Nature Positive”, ha affrontato il tema degli strumenti necessari alle imprese per misurare e gestire le proprie dipendenze e i propri impatti sulla natura, ma anche delle modalità per mobilitare risorse finanziarie e investimenti a sostegno della transizione.

capitale naturale e biodiversità

Il secondo, “Transforming value chains and building partnerships for a Nature Positive transition”, si è concentrato invece sulle catene del valore e sulla necessità di costruire nuove forme di collaborazione tra imprese, istituzioni, finanza e altri stakeholder. Al centro del confronto, la possibilità di ridurre le pressioni sulla biodiversità lungo le filiere e sostenere attraverso partnership il ripristino degli ecosistemi. I due gruppi hanno quindi lavorato su due dimensioni complementari: misurare, gestire e finanziare il cambiamento da una parte; trasformare le filiere e costruire le collaborazioni necessarie dall’altra.

L’obiettivo è stato arrivare a raccomandazioni concrete capaci di favorire nuove iniziative e accelerare l’integrazione della natura nei processi decisionali economici. La giornata ha confermato la crescente attenzione internazionale verso il rapporto tra capitale naturale, biodiversità e competitività economica, evidenziando come la transizione Nature Positive richieda il coinvolgimento congiunto di imprese, finanza, istituzioni e ricerca. La giornata è stata solo l’inizio di una ulteriore fase di impegno da parte del Network, in cui proseguirà la sua azione per accompagnare il sistema economico italiano nella trasformazione verso un’economia Nature Positive.

Materiali del convegno

Area based approach in agriculture and nature policy in The Netherlands by Marieke Mossink

Accelerating the transition towards a nature positive financial sector by Caroline Van Leenders

Business and Biodiversity assessment by Matt Jones

Gruppo CAP by Silvia Cartosio

Nature-inclusive Landscape accounting by Mieke Siebers

Action counts…reversed angineering by Dick Van den Oever

Davines Group by Chiara Pelullo

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